I miei primi 15 giorni in Australia

Cari SquattriNati, ci sarebbe davvero tanto da dire di questi primi 15 giorni di questa mia avventura…ma cercherò di andare con ordine:

IL VIAGGIO per andare dall’altra parte del mondo è davvero infinito, ma questo probabilmente avrei dovuto aspettarmelo, la variabile era che in tutti e due i voli di 6 e 13 ore sono capitata nel sedile di mezzo e meno male che c’erano due simpatici pensionati australiani che mi hanno tenuto compagnia fra un film e l’altro. Anche se uno di loro era fissato con l’Ebola e quando sono saliti gli infermieri a bordo prima di farci sbarcare, quasi gli prendeva un colpo!

volo australia

Anche la fila alla dogana è stata infinita (circa 1 ora) ma nessuna scena alla Airport Security, ci hanno solo fatto compilare un modulo in cui si dichiara se si hanno droghe, medicine, cibi, bevande, piante, animali ecc.  A me hanno solo chiesto delle medicine e io gli ho detto che si trattava di normali antidolorifici, e senza controllare mi hanno fatta passare.

L’aeroporto è collegato alla città con un comodissimo treno (14$) e subito mi hanno dato il benvenuto ufficiale due ragazze molto simpatiche incontrate sul treno, che mi hanno chiesto da dove venivo e bla bla bla che bella l’Italia e bla bla bla

italian

Arrivata con fatica in OSTELLO, perché la mia nuova valigia 4 ruote, ne ha persa una sui sanpietrini di Roma; trovo la porta chiusa e per una frazione di secondo mi impanico, sono circa le 21 non so bene di che giorno e la città sembra deserta. Con gli ultimi soldi rimasti nella scheda italiana chiamo il numero segnato sulla porta, primo tentativo numero inesistente,  PANICO! Poi come dice Gerry Scotty, mi si apre “un cassetto della memoria” e mi viene in mente di aver letto sulla guida regalatami da mia zia che per chiamare i numeri fissi a Sydney c’è il prefisso 02 (come a Milano).

Mi apre un giovane che mi porta la valigia fino al terzo piano (ovviamente senza ascensore), dove sono in stanza con altre 13 persone. La prima con cui faccio amicizia è un’olandese che anche lei viaggia da sola, appena arrivata dalla Nuova Zelanda in cui era a fare la ragazza alla pari. Gli altri sono un gruppo di francesi poco socievoli, un africano che non esce mai dal suo letto e due tedesche che hanno preso il turismo come un lavoro, escono al mattino, tornano alla sera e dormono. Dopo qualche giorno faccio amicizia con gli unici latini dell’ostello, un argentino e un catalano che appena si accorgono che parlo la loro lingua mi danno confidenza e vengo accettata nella loro “spanish gang“.

ostello nate's place sydney

L’ostello è sorprendentemente pulito, la gente tende a far festa ogni sera ma se si vuole si può star tranquilli, tanti inglesi e francesi, qualche americano qua e là. Pochi latini, nessun italiano (a parte me ovviamente).

Riesco a prendere Internet solo in corridoio o in cucina, così passo molto tempo negli spazi comuni a orari improponibili e faccio amicizia con Gael, un francese stranamente amichevole. A lui si uniscono una coppia di fidanzati di Bergamo e con loro tre passo la festa americana del 4 luglio all’Hard Rock Café dove è in corso una sfilata nazional popolare di luoghi comuni e stereotipi assolutamente reali sugli americani.

4th july hard rock café sydney

La domenica è il giorno dedicato alle gite fuori porta perché con la OPAL CARD (carta gratuita e ricaricabile per i trasporti pubblici, come la Oyster di Londra, per chi ci fosse stato) la domenica qualsiasi viaggio costa solo 2,50$. Così ne approfitto per andare con l’argentino LuiJo e la coppia di italiani, a vedere i canguri a due ore e mezza di treno dalla città.

canguri morrisett sydney

Lunedì è l’ultimo giorno di ostello per me, e dopo aver ammirato la tortilla gigante cucinata dalla spanish gang, vado con il gruppo festaiolo dell’ostello alla serata karaoke, e chi mi conosce sa quanto ami il karaoke e come in Puglia abbia cercato di convincere in tutti i modi i miei amici ad andarci!!! Ovviamente con scarsissimi risultati! Lol

serata karaoke sydney

Martedì dopo aver salutato tutti vado alla ricerca della mia NUOVA CASA in un quartiere a 15 minuti in treno dal centro. Vado a stare nella stanza di un amico di un’amica. Lui è in vacanza in Europa e mi fa un prezzo di favore (120$ alla settimana per 3 settimane). Chiedendo in giro e grazie alla gente sempre molto molto gentile e disponibile a farmi sbirciare il loro Google Maps, arrivo tutta intera a destinazione nonostante nel frattempo si sia fatto notte. Perché ricordo che qui è inverno e alle 17 fa buio!

quartiere sydney newtown

I miei nuovi coinquilini sono una coppia di fidanzate e un giovane avvocato, tutti ovviamente più piccoli di me.

Nei primi giorni ho approfittato per fare tutti i DOCUMENTI NECESSARI alla mia avventura australiana e devo dire che sia gli uffici istituzionali che la banca sono stati efficientissimi (codice fiscale, assistenza sanitaria, conto corrente e numero telefonico fatti in una giornata). Per quanto riguarda il telefono ho avuto un po’ più di problemi all’inizio, perché ho chiesto una ricaricabile come in Italia ma a quanto pare qui non esiste perché c’è sempre una scadenza di un mese alla tua ricarica, nel senso che anche se non spendi tutti i soldi ricaricati, fra un mese te li tolgono in ogni caso. Sono andata a litigare un po’ con la compagnia e siamo arrivati all’accordo che cambiando piano telefonico le mie ricariche possono avere una scadenza di 6 mesi. Ora stiamo a vedere quanto spendo e cosa mi conviene di più!

banca sydney
In banca nell’attesa ti offrono caffé e caramelle

Per quanto riguarda la RICERCA DEL LAVORO: il primo colloquio l’ho avuto il secondo giorno con un’Agenzia che avevo contattato già dall’Italia grazie proprio ad una gentilissima lettrice di SquattriNati. La signora del colloquio è stata molto gentile ma con altrettanto garbo mi ha detto che seppur interessati a me non volevano rischiare di formare una persona che dopo 6 mesi sarebbe dovuta andar via (perché con il mio tipo di visto posso lavorare solo 6 mesi per lo stesso datore di lavoro), e purtroppo è una cosa che mi sono sentita dire anche stamattina per un posto da receptionist in cui sembravano molto interessati a me ma dove purtroppo non c’era possibilità di farmi un visto sponsor in quanto il ruolo da receptionist non è attinente alle mie qualifiche accademiche. La burocrazia dell’emigrante è una brutta bestia ragazzi!!!!

burocrazia dell'emigrante

Dopo qualche altro colloquio fallito, ora mi ritrovo a lavorare 3 ore al giorno (l’ora di punta, dalle 11 alle 14) e nemmeno tutti i giorni, in un fast food famoso per i suoi succulenti hamburger (il colmo per una vegetariana come me!). Faccio la runner, cioè quella che corre a fare qualsiasi cosa di cui gli altri hanno bisogno: raccolgo la spazzatura dai tavoli perché non si capisce come mai, ma in sala non c’è un bidone, sto alla lavastoviglie, ai panini, corro al bar per i milkshake. Insomma non mi fermo un attimo e la cosa assurda è che nessuno ha tempo di spiegarti nulla e per questo a volte mi sbaglio come ieri in cui mi sono dovuta letteralmente infilare nel bidone della spazzatura per recuperare i cartoni dei panini (uno per uno) che avevo buttato nel bidone sbagliato. sigh!

non é chiaro

Fare la vera e propria cameriera è un tantino più complicato perché si necessita di un particolare certificato che si ottiene ovviamente sotto pagamento (da specificare che il suddetto certificato è diverso in ogni stato e quindi se si vuole lavorare in un posto diverso si deve pagare di nuovo. Alleluja!)

Mentre per quanto riguarda i posti da barista (si intende quelli che fanno il caffé), sono tantissimi a disposizione ma attenzione a candidarvi senza avere una reale esperienza (come ho fatto io) perché qui in Australia pensano che il caffé una sorta di difficilissima materia che non si può assolutamente imparare in poco tempo. Pensate che il mio capo l’altro giorno mi ha detto, tutto orgoglioso, che lui ci ha messo ben 12 anni per imparare a fare un buon caffé, che noi italiani siamo troppo tradizionalisti e che al contrario sono loro i più bravi al mondo nell’arte del caffé! MHA…#NO COMMENT!

no-comment-o

Il 29 mi sposto di nuovo in ostello e ci resto fino al 12 agosto. Se per allora non ho trovato qualcosa di meglio proverò a spostarmi da Sydney o trovare una sistemazione come ragazza alla pari che qui in Australia prendono un bel po’ come “paghetta” (da quello che ho letto nelle offerte circa 200$ a settimana senza dover sostenere spese di alloggio o cibo).

Per ora è tutto amici…il viaggio continua. A presto!

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