AUSTRALIA – 8 colloqui in 10 giorni

Nella vita di uno SquattriNato si susseguono diecimila lavori spesso incredibili e mal pagati e quando si tenta di lavorare all’estero è ancora più difficile trovare qualcosa di accettabile. Fino a quando ho viaggiato in Europa è stato relativamente facile, ma ora che sono oltre oceano mi rendo conto di quanto sia importante la libertà di movimento che abbiamo grazie alla Comunità Europea.

Il mio visto qui non è proprio ben visto dalle aziende perché noi Working Holiday siamo considerati “backpackers” (viaggiatori con lo zaino in spalla), ovvero sempre pronti a ripartire per un nuovo posto. Quindi capirete bene che non ispiriamo molta fiducia a chi dovrebbe contrattarci per lavori seri e a lungo termine.

australian thinking

Vi ho già raccontato in precedenza di alcuni dei miei impieghi ma oggi mi concentrerò sugli ultimi intensi 10 giorni in cui si sono susseguite improbabili avventure professionali.

1) Su Facebook in un gruppo di italiani a Sydney trovo l’annuncio di un ragazzo che cerca camerieri per sala ricevimenti. Lo contatto e mi passa il numero di un certo Ben. Il giorno dopo raggiungo questo posto sperduto nella periferia nord ovest della città (40 minuti in treno e 35 a piedi) per incontrare un indiano gay e ben vestito che mi squadra attentamente e senza neanche chiedermi delle mie esperienze mi dice di tornare il giorno dopo e di portare degli amici maschi fisicati. Io non avendo molti amici ci penso un attimo e poi mi ricordo di aver conosciuto un ragazzo brasiliano ad una festa che non è esattamente fisicato, ma è l’unico che ho in rubrica.

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Questa è la sala che abbiamo allestito GRATIS!

Lo chiamo e il giorno dopo andiamo insieme a questo famigerato training. Arriviamo lì e ci troviamo con un gruppo di altri ragazzi (per casualità anche loro brasiliani) già intenti a montare la sala. Insomma il training consiste come sempre nel lavorare gratis. Ci fa compilare tutti i documenti per darci l’illusione di legalità e poi dopo 2/3 ore di lavoro ci saluta dicendo che ci chiamerà. Abbiamo formato un gruppo su whatshap e anche se non capisco una parola di quello che si dicono in portoghese, penso di aver intuito dagli emoticon che nessuno è stato richiamato! Bella fregatura!!!

2) Sempre su Facebook, nello stesso gruppo di italiani, una ragazza questa volta scrive che nel supermercato delicatessen dove lavora stanno cercando qualcuno per un lavoro che non richiede esperienza. Anche qui telefono e il giorno dopo mi presento alle 8 del mattino in un posto a 30 minuti in treno dal centro.

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Arrivo, mi presento e subito mi mettono dei guanti e una cuffietta e a fare panini, poi scaricare scatoloni, poi pulire scaffali. Insomma, mi do da fare il più possibile e dopo quasi 3 ore una mi si avvicina e mi dice “ok, ora puoi andare”. Come?! Così…senza dirmi se vado bene o no, senza nemmeno prendere i miei contatti. Non sapete neanche il mio numero. Dopo la mia insistenza mi dice “ah sì, lascia pure il tuo numero su un post it vicino alla cassa”! mmhhh qualcosa mi dice che non richiameranno e qualcosa mi dice che non risponderò mai più ad un annuncio su una pagina di italiani. Ogni giorno mi è più chiaro il motivo per cui sono qui e non in Italia: gli italiani!!!

45back

3) Su una pagina web trovo l’annuncio di una tipa che ha bisogno di un’assistente personale e che richiede l’uso di Photoshop. Ci mettiamo d’accordo per incontrarci in un bar e mi spiega che è una freelance super indaffarata e disorganizzata che ha bisogno di ordine nel suo computer e nel suo ufficio (cioè soggiorno di casa).

baby sitting

Ma voi vi chiederete “come mai richiede photoshop?”, alla vostra e alla mia domanda risponde che sua madre è andata in Italia mesi fa e lei ancora non ha avuto il tempo di organizzarle le foto delle vacanze. AHAHAH se paga bene le tolgo pure le rughe e la cellulite alla madre!

4) Nel sito di lavori per backpackers ho trovato un simpatico annuncio diretto a persone che amano camminare e lavorare in solitario. wowowo sono ioooo, finalmente posso fare la postina!!! Mi presento all’indirizzo indicato e mi apre una signora di mezza età con un adolescente dai capelli ossigenati al seguito. Entro e passando dalla cucina raggiungiamo lo studio in cui la signora spiega a me e ad altre due ragazze in cosa consiste il lavoro. Distribuire materiale pubblicitario nelle cassette della posta, a piedi e per zona. Paga: 20$ ogni 1000 volantini consegnati.

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Domani ho la prova. Non ho idea di quanto sia possibile fare in un’ora ma ho piena fiducia nelle mie capacità “camminatorie” ehehehh e se non dovesse andar bene, mi sarò allenata per il cammino di Santiago che mi aspetta l’anno prossimo! eheheheh 

5) Sempre su una delle tante pagine di annunci che frequento ultimamente mi deve aver trovato un certo Josh che mi chiama dicendo che ho mandato il mio cv per cameriera in un bar. Evidentemente fra gli altri mille l’ho mandato anche a lui. Vado al suo bar, ci facciamo una chiacchiera, mi dice che richiamerà la prossima settimana per una prova ma fortunatamente mi ha risparmiato la prova gratuita e ha deciso di non chiamarmi a prescindere! Bravo, mi piacciono quelli decisi! Stammi bene!!!

6) In un momento di negatività profonda ho pensato che non fossi portata per la ristorazione e che dovessi dedicarmi ai bambini, con cui ho avuto un minimo di esperienza. E per questo mi fiondo su pagine di annunci per ragazze alla pari. Trovo la prima famiglia che mi prende subito ma l’offerta non mi convince: 35ore a settimana, 2 bambini di 5 e 3 anni a 250$ a settimana. Vero che avrei vissuto in uno studio indipendente fuori dalla casa ma pur sempre sperduta nella periferia più profonda e senza possibilità di farmi una vita sociale per i prossimi 6 mesi e nemmeno mettere da parte troppi soldi. NEXT!

daria

Così decido di continuare a cercare qualcosa di meglio e trovo questa mamma single che ha avuto la sua bambina da un donatore alla veneranda età di 45 anni. Come tutte le mamme che vogliono tanto un figlio è super protettiva e mi ha mandato un manuale di 17 pagine su come prendermi cura della bambina di quasi 4 anni, con irrilevanti piccoli dettagli su ogni membro della famiglia che vive a km di distanza e che non so proprio in che modo possano tornarmi utili. OMG! SOS Maniaca! La paga è buona, 35ore a settimana per 650$ senza dovermi trasferire dalla casa in cui sono ora. Ma devo incontrarla venerdì mattina per testare il suo grado di pazzia….e lei il mio! Staremo a vedere chi vince! ehehhe

7) La mia coinquilina russa ha preso a cuore la mia situazione e mi ha passato il contatto del suo ex italiano che lavora come direttore artistico per un’azienda. Ieri ho avuto con lui una conversazione telefonica e mi ha detto che forse può passarmi dei lavori di grafica se mi apro una partita iva (che qui in Australia si chiama ABN ed è gratis). Staremo a vedere cosa mi passa e se sarò all’altezza. Vi terrò aggiornati.

8) Infine come ciliegina sulla torta ho il colloquio, che io pensavo fosse un colloquio ma che in realtà era un’audizione. Un’audizione per il più cretino del villaggio. Tempo fa avevo trovato questo annuncio per lavorare nel famoso Luna Park di Sydney che a vederlo cade a pezzi ma è probabilmente caratteristico per questo e continua ad attirare visitatori. L’annuncio era per ricevimento clienti, negozi di souvenir e camerieri nei bar e ristoranti all’interno del parco. Non faceva menzione ad animatori o roba del genere, fatto sta che appena arrivati in questo inquietante parco abbandonato e spoglio tipo set di walking dead, ci hanno dato un numero da mettere sul petto (tipo alle selezioni di x factor) e ci hanno schierato in fila in un grande teatro.

luna-park

All’improvviso sono comparsi vari animatori cocainomani che hanno cominciato a dirci di ripetere quello che facevano loro, per esempio “fate la scimmia”, “saltate su un piede solo”, “ballate la macarena”. E come stupidissimi fenomeni da baraccone noi ripetevamo le loro mosse. E’ stato forse il momento più basso che ho toccato in anni di squattrinato precariato professionale, e la cosa peggiore era che in quel momento in cui avrei dovuto fare finta di divertirmi come non mai, pensavo solo a quei poveri cristi che come me ignari di tutto ciò, erano venuti solo per un semplicissimo lavoro da cameriere.

stupid interview

Ancora non mi spiego perché un cameriere o un commesso debba avere l’innata capacità di rendersi ridicolo davanti a 70 sconosciuti ma per la prima volta in vita mia ho provato l’umiliante sensazione che devono provare quelle ragazze in mutande davanti a milioni di persone quando Carlo Conti dice “per te Miss Italia finisce qui!”

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